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  • EleonoraCorio

Tennis: le 3 cose da evitare in pausa per un gioco efficace

L’allenamento di un tennista – amatoriale o professionista – non può prescindere dal potenziamento della mente e della propria capacità di reagire in quei pochi secondi che dividono un game dall’altro. Evitare di esprimere in campo rabbia e frustrazione, evitare di pensare al risultato ed evitare di darsi comandi in negativo sono le 3 cose da, appunto, evitare di fare durante le pause per poter essere un tennista efficace.

Saper gestire le pause è fondamentale per vincere nel tennis.

La pausa definisce il ritmo dell’incontro. Basta pensare alla musica: che riuscita avrebbe uno spartito musicale se nel pentagramma non ci fossero le pause? Ecco, nel tennis le pause contribuiscono al raggiungimento del risultato finale, proprio come avviene in un pentagramma.


Sai che è proprio il momento in cui ti riposi che determina l’azione successiva?

Spesso siamo concentrati nel cercare di agire quando la pallina è in campo.

In realtà, soprattutto nel tennis, è più il tempo in cui la pallina sta ferma che quello in cui è in movimento. Questo per dirti che è proprio il modo in cui affronti, a livello mentale e fisico, quei momenti di pausa a determinare quello che farai durante il game!


Dopo aver sbagliato un colpo, è facile perdere la concentrazione o essere distratti dalla rabbia per l’errore commesso.

È una situazione che si osserva di frequente, a ogni livello.

In questi casi, cosa è bene evitare di fare nella successiva pausa per riprendere le redini del gioco nel modo più efficace e veloce?


Le 3 COSE DA EVITARE IN PAUSA per un gioco efficace.


1) EVITARE DI ESPRIMERE IN CAMPO, in modo devastante, RABBIA o FRUSTRAZIONE.

Rabbia e frustrazione sono emozioni che possono giungere dopo aver fallito un colpo. Se arrivano, ci influenzano negativamente.

Per riuscire a regolarle durante la partita, e soprattutto nella pausa, bisogna imparare a mantenere un buon dominio emotivo, esercitandosi a livello di relazione e comunicazione all’avversario.


Come? Evitando di esibire gesti di sfogo impulsivi che esprimono la massima delusione di non aver fatto bene, come “il battere forte la racchetta sul campo”, ad esempio. Azioni di questo tipo, si dimostrano letali, devastanti perché fanno perdere il proprio controllo emotivo, ma anche la concentrazione necessaria per andare avanti su quel game e fare bene. Quando si perde la concentrazione, si dimostra all’avversario la propria debolezza. Anche ai campioni succede.


2) EVITARE DI PENSARE AL RISULTATO, perché deconcentra e distrae.

Oltre che perdere il controllo emotivo, chi è intento a giocare una partita di tennis può perdere la concentrazione.

Mettere troppa attenzione su quello che era il punto precedente e pensare fitto al risultato, che potrebbe non essere positivo – portandomi a pensare troppo a quello che è stato il mio fallimento – oppure, anche se positivo, potrebbe caricarmi troppo di aspettativa sono entrambe situazioni che portano a distrarsi.


Per eliminare la distrazione è necessario esercitare la propria capacità di mantenersi aderenti al presente.

Come? Imparando a entrare in un uno dei cosiddetti momenti di trans agonistica restando concentrati sull’azione, sulla pallina, su quello che sta avvenendo sul qui e ora - e non sul risultato.


3) EVITARE DI DARSI COMANDI IN NEGATIVO perché, facendolo, è più facile sbagliare.

Nel tennis, capita spesso di dirsi: “Non sbagliare!”. È una frase alla quale si ricorre nei punti importanti.

Nei doppi falli soprattutto, nel momento in cui devo tirare la seconda palla e ho il secondo servizio in un punto cruciale del match, la prima cosa che viene spontanea dirsi è “non devo sbagliare questa palla, non devo sbagliare questa palla…”. Il cervello, però, non legge le negazioni.

In una situazione simile, piuttosto che registrare il bersaglio – il campo avversario – registra la rete e, puntualmente, è lì che si sbaglia.

Nel momento in cui mi dico non sbagliare sto pensando a sbagliare e, automaticamente, e involontariamente, è più facile sbagliare.

(Leggi anche "Self Talk: strumento segreto per prepararsi a vincere").


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